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Il ricordo di un'esperienza forte



30 gennaio 2017 

Non riesco a dormire.
Sono ancora piena delle emozioni forti che abbiamo provato e condiviso oggi nel carcere di Opera.
Anime che si sono messe a nudo, parole che sono arrivate dritte al cuore.
Musica e Canti che hanno travalicato la sofferenza e si sono poi arenate nell’immensa condivisione.
Tutti noi abbiamo avuto l’impressione che è poi diventata certezza, di essere uniti in un unico abbraccio.
Nel teatro di Opera non c’era il buono e il cattivo, non c’era il giusto e il peccatore.
C’era l’uomo con la sua debolezza, il suo essere fragile ma al tempo stesso tanto forte da lasciarsi il passato alle spalle e ricominciare.

E poi c’ero io, c’era la società civile che ha teso loro una mano.
In assenza di giudizio.
Consapevole finalmente che l’uomo non è il suo errore.
Che loro, “i cattivi” non chiedono di non pagare per le loro colpe ma semplicemente di avere l’opportunità per migliorarsi e per riabilitarsi.
E anche noi ci sentiamo uomini e donne migliori, liberi dalla zavorra ingannevole dei preconcetti.
I giudizi li abbiamo lasciati a Dio.
Grazie Andrea, tu eri lì con noi.
Grazie al gruppo Jazz Gospel Alchemy che ci ha fatti volare via, che ci ha permesso di evadere dalla prigione del nostro egoismo.
Grazie a tutta questa umana energia che ci avete regalato e che ha costruito un ponte fra noi e loro.
Loro non vi dimenticheranno mai e non dormiranno per molte notti per paura di scordare ciò che hanno ricevuto.
Io…nemmeno..

Lettera da Elisabetta mamma di Andrea
Ass. Un Pozzo per Andrea
 
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